Affrontare le apnee notturne, una questione di salute e sicurezza.
(a cura di Marco Perelli)
Affrontare le apnee notturne, una questione di salute e sicurezza. Quella delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS) è una malattia che coinvolge circa 6 milioni di persone solo in Italia, 44,3 milioni in Europa, circa un miliardo nel mondo. Dunque, si tratta di una patologia molto diffusa ma sotto-diagnostica e sotto-trattata – attualmente sono solo 250.000 i pazienti in terapia nel nostro Paese – e che ogni anno, secondo quanto reso noto dal ministero della Salute, costa al nostro Servizio sanitario nazionale 2,9 miliardi di euro.

L’apnea ostruttiva nel sonno è anche conosciuta come la malattia dei grandi russatori, poiché il russare (in medicina si parla di roncopatia) è l’aspetto più evidente della malattia, di solito più frequente in persone in sovrappeso o con stile di vita disordinato (alcool, fumo, iperalimentazione), ma ne possono soffrire anche soggetti privi di queste caratteristiche, per le caratteristiche strutturali delle prime vie aeree, compresa la bocca ed il mento.
Gli episodi di riduzione/arresto del respiro avvengono durante il sonno con ripetuta riduzione del flusso di almeno il 50% fino alla completa ostruzione, da dieci secondi a oltre un minuto per ciascun evento.
Un russamento persistente da almeno sei mesi, può far nascere il sospetto di OSAS. Tra i sintomi, anche frequenti risvegli e secchezza delle fauci.
I soggetti con apnea ostruttiva del sonno presentano soprattutto una sonnolenza diurna che diminuisce la capacità di concentrazione, di memoria e di reazione agli stimoli, ed in generale una sofferenza a tutti gli organi del corpo causata da mancanza di ossigeno.

